giovedì 5 febbraio 2009

Lettera aperta al Presidente della Repubblica

Sig. Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,

ci sia permesso segnalarLe, nella sua qualità di garante della Carta Costituzionale, che, a nostro avviso, il Governo Berlusconi sta per porre in essere un altro strappo alla Costituzione.

Egli ha già piegato a sé il Parlamento con il ricorso massiccio ai decreti legge e al voto di fiducia “obbligato”.

Ha già occupato l’informazione pubblica e privata in totale conflitto di interessi.

Ha già mortificato, con il Lodo Alfano e con l’altra miriade di leggi ad personam che ha imposto, il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

Ora, con un colpo solo, si accinge ad un “poker di porcherie” degno del peggior modello argentino: la nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione della Rai, la modifica dell’organo di autogoverno della Corte dei Conti, la limitazione delle intercettazioni telefoniche, la modifica dei regolamenti parlamentari.

Occupando la Rai, i cittadini non potranno più sapere quel che accade nelle segrete stanze del potere e non potranno più esercitare alcun controllo democratico.

Modificando i componenti della Corte dei Conti – che ha il compito specifico previsto dalla Costituzione di controllare i conti della Pubblica Amministrazione - si mette anche tale organismo sotto il controllo dell’Esecutivo che, quindi, potrà falsificare a proprio piacimento i bilanci dello Stato senza che nessuno possa impedirglielo.

Limitando indiscriminatamente le intercettazioni telefoniche si impedisce alla magistratura di fare il proprio dovere e di contrastare efficacemente la criminalità organizzata.

Stravolgendo i regolamenti parlamentari si impedisce all’opposizione di esercitare i suoi diritti costituzionali e si riduce il Parlamento ad un semplice zerbino dell’Esecutivo.

Quello che sta avvenendo nel nostro Paese, ad opera dell'attuale governo, sembra ricalcare più le orme del partito nazionalsocialista tedesco degli anni 30 che quelle di una democrazia fondata sul diritto.

Ciò premesso, Le chiediamo – rispettosamente, ma con fermezza – di non rimanere in silenzio e di intervenire per evitare questo scempio della democrazia. Prima che sia troppo tardi.

mercoledì 4 febbraio 2009

INVITO RIUNIONE SIMPATIZZANTI IDV

La segreteria del Circolo "Italia dei Valori" di Francavilla F.na, invita tutti i simpatizzanti, e coloro che vogliono diventarlo, alla prossima riunione del 05 febbraio 2009 alle ore 20.00 in via C. Pisacane n° 40.O.d.G.: Amministrative 2009; prossima manifestazione pubblica.
a giovedì

La segreteria

Esposto sulla discarica

Francavilla Fontana, lì 31.01.2009
Preg.mo Signor COMMISSARIO Prefettizio Comune di FRANCAVILLA FONTANA


Preg.mo Signor Presidente ATO BR/2 Sindaco Cosimo FERRETTI - ORIA




Preg.mo Signor PRESIDENTE Provincia di BRINDISI




Preg.mo Signor PRESIDENTE Giunta Regionale Pugliese - BARI




Preg.mo Signor ASSESSORE ALL’AMBIENTE Regione Puglia - BARI




Preg.mo Signor PREFETTO di Brindisi




Al Signor Procuratore della Repubblica Presso Tribunale di BRINDISI




Al Signor Procuratore della Repubblica Presso Tribunale di BARI





e p.c. Agli Organi di Informazione

Oggetto: ESPOSTO su “discarica controllata di prima categoria sita in Francavilla Fontana alla via San Vito.
Atto di concessione per la realizzazione e gestione in favore della società FRANCAVILLA AMBIENTE dell’impianto di selezione e biostabilizzazione ed eventuale realizzazione discarica di servizio/soccorso sempre nel territorio di di Francavilla Fontana (BR). Accertamenti circa regolarità e legittimità iter procedurale per impianto “complesso”. VERIFICA convenzione e gestione discarica in servizio.

I sottoscritti: Avv. Mario FILOMENO (già consigliere comunale di Francavilla Fontana), Emanuele MODUGNO (già consigliere comunale e cosegretario del locale PRC), Angelo ROCHIRA (segretario del locale P.D.C.I.), Eugenio DE SIMONE (coordinatore della Sinistra Democratica), Vittorio MADAMA (Commissario del locale Circolo “Italia dei Valori”) e Carlo ALTAVILLA (coordinatore del Movimento “Democratici per la Costituzione), tutti domiciliati in Francavilla F.na alla via Salvo d’Acquisto n. 25 (studio Avv. Mario Filomeno – per eventuali comunicazioni: tel. 0831/844925 – cell. 368/3952851 – indirizzo posta elettronica mario.filomeno@libero.it)
PREMESSO CHE

-in questi giorni sono venuti a conoscenza di una procedura di gara curata direttamente dalla società Francavilla Ambiente Società Consortile a responsabilità limitata (con sede in Capurso – BA alla strada Provinciale Triggiano Carbonara – Km. 0,600 – n. REA 439702), quale gestore della discarica di prima categoria sita in Francavilla Fontana. Detta gara volta all’aggiudicazione dei lavori di realizzazione di un impianto di selezione e biostabilizzazione;

-tanto avviene nel corso della gestione Commissariale del Comune di Francavilla F.na;

-il Consiglio Comunale di Francavilla F.na,prima dello scioglimento disposto per dimissioni del Sindaco dr. Giuseppe Marinotti, nella seduta del 14.03.2008 aveva all’unanimità deliberato su di un Ordine del giorno con il quale si sollecitava la indizione di una conferenza dei servizi con l’intervento delle Autorità competenti (ATO BR/1, ATO BR/2, Provincia di Brindisi e Regione Puglia) al fine di predisporre ogni opportuno iter volto alla esclusione del territorio di Francavilla Fontana da ulteriori insediamenti di discariche o impianti per il trattamento di R.S.U. impegnando nel contempo gli Organi competenti ad individuare,quale sede dell’impianto di selezione e di biostabilizzazione, quella in adiacenza o prossimità di discarica di servizio/soccorso da avviare ex novo in territorio esterno al Comune di Francavilla;

-tale decisione veniva adottata a seguito della mozione presentata dal sottoscritto Avv. Mario Filomeno in data 28.09.2007, discussa nelle sedute consiliari del 15.10.2007 e 12.11.2007 e respinta dalla maggioranza, nonché a seguito di successive sollecitazioni venute da un Comitato di cittadini;

-che il deliberato veniva altresì assunto sulla scorta delle dichiarazioni del Presidente dell’ATO BR/2 dott. Cosimo Ferretti, rese sempre nella seduta del 14.03.2008, il quale non aveva escluso l’ipotesi della individuazione di altro sito fuori dal territorio di Francavilla per la realizzazione della discarica di servizio/soccorso e degli impianti ad essi connessi quale il biostabilizzatore;

-a questo punto restano integre e quindi abbisognevoli di rigorosi, improcrastinabili ed urgenti accertamenti (in questi giorni pare sia in via di definizione la gara per l’aggiudicazione dei lavori di realizzazione dell’impianto di biostabilizzazione),sia in sede amministrativa sia in sede giudiziaria, tutti i rilievi e le censure mosse in ordine all’iter promosso e perfezionato a suo tempo dalla Regione Puglia e definitosi con l’aggiudicazione in favore della Francavilla Ambiente della realizzazione dell’impianto di selezione e biostabilizzazione.

Il tutto,parrebbe, sul presupposto della gestione in atto,sempre nel territorio di Francavilla, di una discarica di servizio/soccorso mentre trattasi di discarica di rifiuti “tal quali”.

All’uopo si richiama il contenuto integrale della menzionata mozione che si allega al presente esposto e comunque già trasmesso nel settembre/ottobre 2007 alle Autorità Amministrative e politiche in indirizzo;

-la mozione non veniva approvata,è opportuno sottolinearlo, in quanto la maggioranza non riteneva di condividere la scelta di conferire incarico a 2 esperti onde rivisitare tutto l’iter procedurale che aveva affidato alla Francavilla Ambiente,quale gestore della discarica di rifiuti “tal quali, la realizzazione e gestione dell’impianto complesso con relativa discarica di servizio/soccorso;

-in proposito alcuni esponenti della maggioranza rilevavano (si vedano verbali delle sedute menzionate: 15.10.07 e 12.11.2007) che a tanto non era possibile pervenire avendo già un precedente legale espresso parere in ordine all’affidamento della realizzazione dell’impianto di biostabilizzazione (vd. missiva datata 19.03.2007 e pervenuta presso l’Archivio Comunale il 20.03.2007 - prot. n. 10022 del 21.03.2007).

Su tali vicende si richiamano le delibere Giuntali nn. 282 del 13.10.2006 e 92 del 30.03.2007 nonché dalla determinazione del Responsabile dell’Ufficio Contenzioso n. 319 del 24.12.2007 (n. 1748 del 31.12.2007 Indice generale).

Va sottolineato quanto meno come al legale in questione non pare fosse stato affidato l’incarico per come invece invocato nella seduta Consiliare del 12.11.07 e cioè quello inerente la verifica della legittimità degli atti di affidamento posti in essere dalla Regione Puglia.

PREMESSO ANCORA CHE

-la Francavilla Ambiente, a seguito di accertamenti svolti dal Dirigente dell’Ufficio tecnico e successivi controlli operati dal Comando di Polizia Municipale, è stata ritenuta responsabile di gravi negligenze ed omissioni in ordine alla gestione della discarica di rifiuti,lo si ribadisce, “tal quali”.

A tanto conseguivano le relative contestazioni e sanzioni,come previsto dalla convenzione stipulata il 07.12.2000 tra il Comune di Francavilla F. e l’originario raggruppamento di Imprese (Lombardi Ecologia s.r.l., Termomeccanica s.p.a. ed EMAS Ambiente s.p.a.).

In conseguenza delle reiterate irregolarità,accertate dal 4 luglio 2006 al 22.08.2006, venivano comminate sanzioni per un importo complessivo di € 70.582,32=.

Come si legge nella delibera n. 384 del 19.12.2006, La Giunta pro-tempore riteneva di aderire alla richiesta avanzata dalla Francavilla Ambiente di attivazione di un Collegio arbitrale onde comporre la vertenza nominando nel contempo il proprio componente in tale Collegio.

Da quel momento ed almeno sino allo scioglimento del Consiglio Comunale,per ragioni che sfuggono, la vicenda non risulta essere stata definita;

-inoltre il legale rappresentante della Francavilla Ambiente,unitamente al legale rappresentante della ditta MONTECO s.r.l. che gestisce nel Comune di Francavilla l’appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, risulta sottoposto a procedimento penale c/o il Tribunale di Brindisi (proc. n. 8206/07 R. mod. 21) per aver realizzato attività di raccolta, traffico illecito, trasporto e smaltimento di rifiuti speciali o pericolosi in assenza della prescritta autorizzazione.

Infatti in data 10.11.2007 operatori della G.d.F. accertavano che presso la discarica di via San Vito,autorizzata esclusivamente per rifiuti solidi urbani, un mezzo della ditta Monteco stava effettuando lo scarico di rifiuti classificati pericolosi.

Con delibera n. 43 del 07.02.2008 la Giunta Comunale di Francavilla decideva di costituirsi parte civile a seguito di richiesta di incidente probatorio notificato in data 23.01.2008;

-da ultimo,come anche riportato dalla stampa locale, in un procedimento civile promosso in via di urgenza da una cittadina,proprietaria di un immobile confinante con la discarica esistente, il C.T.U. incaricato dal Giudice titolare della causa,dott.ssa Consiglio Invitto (Tribunale di Lecce – proc. n. 5105/07), ha accertato ulteriori gravi inadempienze poste in essere dalla Francavilla Ambiente.

Infatti,e per quanto rilevi in questa sede, è stato rilevato che le modalità di gestione della discarica non sono conformi a quanto previsto dalla convenzione, dal D. L.vo 13.01.2003 e suoi allegati, a quanto previsto dalla tecnologia.

Inoltre è stata accertata l’assenza di una valutazione dell’impatto provocato dalle emissioni diffuse e nel contempo non sono previsti livelli di guardia per fughe di biogas né riscontrata la presenza di un piano di intervento.

Su tale scorta il Giudice,in data 27.10.08, ha emesso un provvedimento cautelare a tutela delle ragioni fatte valere ordinando alla Francavilla Ambiente a porre in essere con “immediatezza” una serie di interventi organizzativi volti a contrastare fenomeni di immissioni diffuse e fughe di gas (copertura giornaliera sistematica dei rifiuti, esauriente ed approfondita “analisi di valutazione dei rischi” onde predisporre interventi correttivi..).

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO

risultati vani tutti i tentativi posti in essere sia sul piano politico sia sul piano amministrativo (raccolta di firme, mozione, Ordini del giorno) e trattandosi non di mere dispute politico-amministrative, si chiede che le Autorità in indirizzo,ciascuno per quanto di competenza e previa acquisizione di ogni opportuna informativa e documentazione di cui alla mozione ed ai fatti innanzi esposti, procedano nei rigorosi accertamenti invocati al fine di assicurare il controllo di legittimità e di legalità sia dell’iter procedurale che ha determinato l’affidamento a suo tempo della realizzazione e gestione dell’impianto “complesso” sia la gestione della discarica di rifiuti “tal quali” con ogni conseguente ed opportuno provvedimento.

Tanto a tutela e garanzia della sicurezza e dei diritti costituzionalmente riconosciuti in favore dei singoli cittadini e all’intera comunità locale.

Certi di cortese attenzione, si porgono distinti saluti.

Avv. Mario FILOMENO

Emanuele MODUGNO

Angelo ROCHIRA

Eugenio DE SIMONE

Vittorio MADAMA

Carlo ALTAVILLA

Siamo con VOI

In seguito alle vili minacce perpetrate da anonimi,ai danni del presidente dell'Associazione Libera dott.Alessandro Leo,il Circolo Insieme per la Costituzione-Italia dei Valori di Francavilla Fontana,da il suo appoggio alla suddetta Associazione ed a tutto l'organico che la compone.

L'importanza che ricopre nel nostro territorio l'Associazione Libera con la sua opera di contrapposizione alla criminalità organizzata,nonchè di riqualificazione territorio stesso,non deve assolutamente essere sminuita da interventi trasversali atti a minare il buon lavoro condotto dal pres. Alessandro Leo.
Siamo convinti inoltre che questo episodio non fermerà assolutamente l'ottimo lavoro compiuto dal dott. Leo e dai suoi collaboratori.

Il Coordinamento

martedì 3 febbraio 2009

Antonio Di Pietro: L'umiliazione della Costituzione

L’iscrizione al registro degli indagati da parte della Procura di Roma è un atto dovuto, come ha precisato lo stesso Pm procedente, per la denuncia “con mandante” presentata dall'avvocato Dominioni.

Oreste Dominioni, ricordo ai giornali che non vogliono scriverlo, è sì Presidente dell'Unione delle Camere Penali ma anche legale della famiglia Berlusconi (e di Marcello Dell’Utri secondo un articolo de l’Unità di oggi)

D’altro canto la Procura sarà altrettanto tenuta, al momento opportuno, ad iscrivere nel registro degli indagati anche il nome di Dominioni e di chi, insieme a lui, mi ha calunniato sulla falsa presupposizione che io abbia offeso il Capo dello Stato.

Come ho specificato nell’articolo di sabato ("Il kamikaze Dominioni"), affidarsi a ricostruzioni giornalistiche sommarie, piuttosto che accertare prima quel che è successo realmente, così come ha fatto Dominioni, è una grave leggerezza che può costare caro, sul piano penale, a chi l’ha formulata.

Porterò al Procuratore della Repubblica la registrazione integrale dell’evento in Piazza Farnese (guarda il mio intervento su You tube) e chiamerò a testimoniare le migliaia di persone che, in piazza o attraverso la diretta streaming, hanno ascoltato il mio intervento. Dominioni non potrà portare altro che stralci di giornale e ritagli d’agenzie faziose e omissive, visto che ha ignorato, come prove, le decine di video di quella giornata.

La verità è molto più banale: Dominioni non intende perseguire un fine di giustizia, ma soltanto fare un favore ai propri clienti, uno in particolare.

Dominioni, per altro, con questa denuncia riconosce come carta straccia il diritto di libera manifestazione del pensiero e di critica sancito dall’articolo 21 della nostra Costituzione.

Questa causa legale è in realtà un momento fondamentale per riaffermare la possibilità dei cittadini, in questo Paese, di poter ancora criticare liberamente l’operato di chiunque, anche del Capo dello Stato.

Il tentativo dei mandanti della denuncia è chiaramente quello di umiliare nuovamente la nostra Costituzione (come è stato già fatto con il Lodo Alfano, le intercettazioni e la miriade di leggi ad personam emanate sotto il governo Berlusconi IV), un precedente assai pericoloso che differenzia una democrazia occidentale (quella italiana è agonizzante, ma ancora viva) da una torbida dittatura sudamericana.

Invito tutti, sostenitori, i partecipanti e le organizzazioni di Piazza Farnese a promuovere e dare visibilità a questa causa in Rete aderendo anche al gruppo di Facebook “Ero a Piazza Farnese e la penso come Antonio Di Pietro: denunciate anche me”.

Vi terrò aggiornati sull’evoluzione di questo processo dal blog esattamente come ho fatto per quelli di Mills e Bassolino.

lunedì 2 febbraio 2009

Passaparola di Marco TRAVAGLIO

"Buongiorno a tutti.
Oggi parliamo – indovinate un po' – di intercettazioni. L'argomento non è nuovo ma finché ne parlano quelli là bisogna che ne parliamo anche noi perché stanno cambiando ancora la legge e soprattutto sono riusciti a convincere quasi tutti i giornali che il nuovo testo, con i nuovi emendamenti, sarà molto migliore di quello precedente.
E, in effetti, a un primo sguardo parrebbe di si, parrebbe scomparsa la parte più devastante, quella che stilava un elenco di reati per i quali non si potevano più fare intercettazioni.
Ora quell'elenco, grazie soprattutto al pressing di Alleanza Nazionale in particolare della presidente della commissione giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, e di una parte della Lega Nord che si è resa conto, molto tardivamente, dei danni devastanti che il primo progetto Alfano infliggeva alla guerra contro la criminalità e quindi alla sicurezza dei cittadini.
Bene, questa primo pericolo è stato sventato, ma nel frattempo sono stati inseriti altri paletti che paradossalmente peggiorano addirittura la situazione: in teoria, c'è scritto nella legge che si potrà intercettare per tutti i reati con pene superiori ai cinque anni, come è adesso, quindi ritornano a poter essere intercettate le persone indagate o sospettate per tutti i reati di strada – rapine, furti, scippi, spacci di droga, estorsioni, sequestri di persona – compresi i reati dei colletti bianchi come corruzione e reati finanziari.
Sapete qual è il problema? E' che sulla carta tutto ciò sarà possibile, nei fatti si sono inventati due o tre meccanismi che da soli non significano niente, ma incastrati insieme faranno in modo che sarà quasi impossibile disporre un'intercettazione, per i giudici.
Chi potrà richiedere le intercettazioni

Mi spiego: il nuovo testo che è stato presentato alla commissione giustizia con gli emendamenti del governo, stabilisce sostanzialmente quattro cose.
La prima cosa è chi dovrà disporre queste intercettazioni. Oggi il pubblico ministero chiede al GIP l'autorizzazione ad intercettare Tizio e Caio su tutte le loro utenze – casa, cellulari -, il GIP valuta, autorizza l'intercettazione che può durare quindici o venti giorni al massimo e se si vuole proseguire, o perché si spera che dicano di più, che comincino a parlare, che proseguano a dire cose interessanti com'è stato nel primo periodo, il GIP valuta e, se ritiene che ci siano gli elementi, concede la proroga.
Può concedere varie proroghe: se un'indagine dura sei mesi è assurdo che le intercettazioni non possano durare sei mesi, anche perché molto spesso i reati sono prolungati, durano a lungo. Non c'è nessun criminale che si dia un termine ultimo per un reato.
Può essere che la progettazione di un omicidio duri mesi, che la progettazione di una rapina duri mesi, che un sequestro di persona duri anche anni. Si può mettere per iscritto la durata di un intercettazione? No, perché i criminali non mettono per iscritto la durata del loro reato.
L'intercettazione deve durare almeno quanto dura il reato e magari di più, visto che ci sono persone che parlano del reato che hanno commesso molto tempo dopo averlo commesso.
Il giudice decide e da le proroghe necessarie.
In futuro non basterà un GIP soltanto, ci vorrà un collegio di tre giudici per disporre le intercettazioni. Uno dice “vabbè, così siamo più garantiti, sei occhi vedono meglio di due”. Certo, se avessimo centomila giudici. Ma ne abbiamo diecimila, e abbiamo molti tribunali – ottanta, quelli piccoli – che hanno meno di venti magistrati.
Il che significa che i magistrati devono fare il pubblico ministero – alcuni fanno solo il pubblico ministero, ovviamente, perché se uno fa il PM non può fare il giudice; può diventarlo cambiando funzione, ma non nello stesso periodo – o il giudice.
Quelli che fanno il giudice fanno o i giudici civili o quelli penali. Se uno fa il GIP, giudice per le indagini preliminari, non può fare anche il Gup, cioè non può gestire l'udienza preliminare per il rinvio a giudizio o i riti abbreviati.
In un'indagine ci devono essere un giudice che fa il GIP, uno che fa il Gup, i giudici del riesame – che sono tre e decidono su arresti, arresti domiciliari, sequestri, perquisizioni -, i giudici che fanno i processi in composizione collegiale, per i reati più gravi, e in composizione monocratica per quelli meno gravi.
Se ci sono venti magistrati in tutto il tribunale, come se ne fa a trovare uno che fa il GIP, uno che il Gup, tre che fanno il riesame, tre che fanno le udienze e ora addirittura altri tre al posto di uno che decidono sulle intercettazioni.
E' evidente che non ce ne sono, ce ne dovrà essere uno che fa più ruoli in commedia. Risultato: diventerà incompatibile perché verrà ricusato: “tu non puoi decidere sulle mie intercettazioni perché mi hai già arrestato. Non puoi decidere sul mio arresto perché mi hai già intercettato. Non puoi decidere sul sequestro delle mie carte, perché hai già deciso sulle mie intercettazioni. Non puoi giudicarmi in aula, perché eri il mio GIP”. Si crea un intrico di incompatibilità per cui si creerà la paralisi completa in quel tribunale e non si riusciranno a trovare tre giudici che non si siano occupati del caso affinché possano decidere sulle intercettazioni, sugli arresti, sul processo.
Naturalmente bisognerebbe avere un ministro, cioè non avere Alfano, dato che il ministro si dovrebbe occupare di assicurare il funzionamento della giustizia, non di cambiare le carriere dei giudici, di attaccare i magistrati. Il ministro deve far funzionare la giustizia: dare le biro, la carta, le fotocopiatrici, le volanti alla polizia giudiziaria, gli uffici, le sedie, far tinteggiare dove è sporco, mettere i puntelli dove crolla il tribunale. Questo deve fare il ministro.
Avendo un ministro, invece che questo Guarda gingilli che abbiamo, peraltro seguace di una lunga tradizione di inetti e di ministri ad personam quando non indagati, questo prenderebbe la geografia dei tribunali italiani, prenderebbe quelli piccoli, li cancellerebbe e li accorperebbe almeno nei capoluoghi di provincia, per evitare di avere microtribunali dove i giudici dovrebbero fare tutto e non possono fare niente perché risultano incompatibili.
Ma noi non abbiamo questa fortuna, abbiamo questo ministro che va in giro a delirare di cose che non lo riguardano.
Una dritta ai criminali

Secondo, la durata. Oggi la durata è quella che decide il GIP, giustamente, in base alle richieste del pubblico ministero e in base a quello che viene fuori dai primi quindici giorni di intercettazioni: si decide se andare avanti o se fermarle.
A volte il GIP sbaglia: per esempio, Guariniello quando mise sotto intercettazione i dirigenti della Juventus nello scandalo di calciopoli parte torinese – nell'estate, se non ricordo male, del 2004 – scoprì che Moggi chiamava il designatore degli arbitri, Pairetto, per scegliersi gli arbitri addirittura nelle partite del precampionato.
“Voglio l'arbitro Pieri per il trofeo Luigi Berlusconi”. La domenica Pairetto gli metteva l'arbitro Pieri. Persino per le amichevoli, capite?
Con telefonate così promettenti, quando iniziava il campionato chissà cosa si sarebbe trovato; invece Guariniello, pubblico ministero, incappò in un GIP che non aveva capito, colto lo spessore della vicenda forse perché riguardava il calcio e pensava fosse una burletta, sta di fatto che non gli concesse la proroga all'intercettazione.
Guariniello sul più bello dovette fermarsi. Fortuna che la procura di Napoli, senza sapere niente di quello che stava facendo Guariniello, seguendo la pista della Gea – la società dei procuratori della famiglia Moggi, Lippi etc – aveva attaccato le microspie e i telefonini più o meno delle stesse persone, e anche di più, che Torino aveva dovuto staccare. Proseguirono le intercettazioni anche se gli uni non sapevano degli altri. Riuscirono a beccare tutta la stagione del campionato.
Per tutto il campionato sentirono che Moggi, durante il campionato, faceva anche di più che per le amichevoli: dettava le griglie preliminari per il sorteggio all'altro designatore, Bergamo, e combinava tutto quello che tutti abbiamo saputo tre anni fa e che adesso stanno cercando di farci dimenticare invitando Moggi da tutte le parti a raccontar palle.
In ogni caso, il processo è in corso a Napoli.
E' ovvio che se tu trucchi un campionato manipolando le designazioni arbitrali, condizionando dirigenti, arbitri, giornalisti eccetera, devi essere intercettato per tutto il campionato e non è colpa nostra se dura nove mesi.
Con la nuova legge i magistrati avrebbero dovuto staccare le microspie a metà, anzi molto prima della metà del campionato, perché la nuova legge stabilisce che si potrà intercettare fino a un massimo di quarantacinque giorni, e si potrà avere solo nei casi estremi un ultima proroga fino a sessanta giorni.
L'intercettazione, caschi il mondo, non può durare più di due mesi, salvo casi di mafia e terrorismo.
Cosa te ne fai di due mesi di intercettazioni quando devi scoprire quello che succede per un intero campionato? Cosa te ne fai di due mesi di intercettazioni quando magari c'è un sequestro di persona che dura sei mesi? Metti che al 59° giorno i sequestratori che sei riuscito a intercettare stanno parlando di dov'è il nascondiglio del bambino tenuto in ostaggio: invece di proseguire per capire dove lo tengono devi staccare e andartene.
Voi capite che non solo è una legge assurda, ma è una legge criminogena nel senso che avverte il criminale di quanti giorni deve starsi zitto prima di cominciare a parlare: “Stai zitto due mesi poi di quello che vuoi tanto sei sicuro che non sarai più intercettato”.
Oppure, uno sente al 59° giorno: “domani lo ammazziamo”, “fra una settimana lo ammazziamo”, “fra un mese lo ammazziamo”, “ho trovato quello che dobbiamo ammazzare”, “ho trovato la ragazza che dobbiamo violentare”. Tu cosa fai, stacchi tutto e te ne vai? No, insisti per cercare di capire chi è la ragazza, chi è il tizio destinato ad essere ammazzato per cercare di prevenire ed evitare. Quante volte l'intercettazione evita l'omicidio!
Lo sai prima che stanno andando ad ammazzare qualcuno, invece di metterci lui fai trovare i poliziotti così quando arrivano i killer vengono arrestati. Quante volte!
Quante volte Genchi, il famigerato Genchi, è riuscito a far sventare delitti o a far scoprire persone che hanno commesso delitti proprio con l'incrocio intelligente fra tabulati e intercettazioni.
Niente, qui caschi il mondo al sessantesimo giorno devi staccare e andare via.
Speriamo che la facciano così, questa legge, perché se la fanno così abbiamo la matematica certezza che è incostituzionale: in un Paese dove c'è l'obbligatorietà dell'azione penale e soprattutto dove vige il principio della non dispersione della prova, immaginate se la Corte Costituzionale, a meno che non cambino anche quella, potrà mai consentire una legge che ti impone sul più bello di rinunciare ad acquisire le prove, una cosa folle.
Speriamo che nessuno faccia emendamenti migliorativi perché peggio è questa legge più abbiamo speranze che venga frantumata e incenerita dalla Corte Costituzionale.
L'unica speranza è questa: che continuino a scrivere leggi coi piedi come adesso.
Stop alle intercettazioni ambientali

Terzo fatto: i posti dove si potranno fare le intercettazioni saranno solo posti – parlo delle ambientali, quando si mette la cimice dietro il televisore, sotto il sedile della macchina, dentro la valigia, appiccicata alla giacca – dove si ha il fondato sospetto che si commettano dei reati.
Oggi non è così, è una pura assurdità: come fai a sapere prima se in un posto si commettono reati? L'importante è sapere che un sospetto frequenta certi posti e in quei posti non è che commetta reati, ma parla al telefono o con degli amici.
Un capo mafia non è che a casa sua strangola la gente, a casa sua magari riceve qualcuno e insieme a lui parla di appalti da truccare, negozi da taglieggiare eccetera.
Pensate a quante volte viene messa la microspia nella macchina di un tizio: mica quello fa dei delitti dentro la macchina, c'è la speranza che mentre sta in macchina parli con qualcuno, si incontri segretamente con qualcuno. Mica per fare un reato, ma magari per parlare di qualcosa che ha già fatto, chi lo sa.
Furono beccati in un'autoscuola di Palermo degli uomini di Provenzano che facevano scuola guida e che si chiudevano dentro la macchina per parlare di cose riservate, senza sapere che dentro la macchina avevano le cimici. In macchina non hanno mai fatto nessun reato, però in quella macchina parlavano di come dovevano aiutare alle elezioni Marcello Dell'Utri, candidato alle europee nel 1999.
Al processo Dell'Utri ci sono le telefonate di questi qua che organizzano la campagna elettorale per questo signore, ed è uno degli elementi di prova sul fatto che Dell'Utri otteneva in cambio dei suoi numerosi appoggi alla mafia degli appoggi a sua volta, così i giudici di primo grado hanno fatto scattare il concorso esterno, che esige questa reciprocità di rapporti e di favori.
Bene, d'ora in poi se non si ha un elemento concreto che in un certo posto sta per svolgersi un crimine non si potrà più mettere la microspia. Siamo, ovviamente, alla follia.
Intercettazioni: comma 22

Ma la cosa più delinquenziale di questa legge è il quarto punto: quando si possono disporre le intercettazioni. Quali sono i requisiti, quali sono i limiti per disporre le intercettazioni.
Oggi, il giudice dispone l'intercettazione su richiesta del pubblico ministero soltanto se ci sono elementi che fanno giudicare quella intercettazione indispensabile per il proseguimento delle indagini. Se tu dici che è inutile fare pedinamenti o cercare le impronte ma non c'è altro da fare che intercettare, per il tipo di criminale è indispensabile, per incastrarlo, intercettare il giudice intercetta.
In futuro non sarà più così: occorreranno “gravi indizi di colpevolezza” a carico della persona da intercettare.
Cosa vuol dire “gravi indizi di colpevolezza”? Vuol dire che per intercettare X devi già sapere che X è colpevole. Per intercettare, in un'indagine di omicidio o sequestro di persona, devi già conoscere il colpevole puoi intercettare soltanto lui.
Uno dice: ma se hai già trovato il colpevole, a che serve intercettare? L'intercettazione serve a scoprire il colpevole! Qui no: prima devi scoprire il colpevole, poi puoi fare l'intercettazione.
Ma se hai scoperto il colpevole lo arresti, mica lo intercetti! Se scopri il colpevole chiudi le indagini e lo mandi a giudizio, mica lo intercetti! Intercetti per scoprire chi è stato.
Mi collego con una cosa che avete sicuramente letto sui giornali in questi giorni a proposito dell'archivio Genchi, che sta diventando un'altra barzelletta ma è in realtà un gravissimo episodio di disinformatia mediatica, come dicevamo lunedì scorso.
Avete letto che Genchi è stato convocato dal Copasir, il comitato di controllo sui servizi segreti presieduto da Rutelli, uno che avrebbe almeno due motivi per non presiedere - o almeno per astenersi in questo periodo dal presiedere – il Copasir.
Era in contatto telefonico con Saladino, principale indagato di Why Not, a Napoli risultano suoi contatti attraverso il rutelliano Lusetti con Romeo, l'imprenditore che sta in carcere per gli appalti della Global Service, e Rutelli questa settimana ha interrogato come capo del Copasir De Magistris e Genchi.
De Magistris è quello che ha fatto l'inchiesta Why Not su Saladino scoprendo i rapporti telefonici con Rutelli, Genchi è quello che faceva il consulente di De Magistris a Catanzaro e ha lavorato su quei contatti telefonici. De Magistris, in più, adesso fa parte del tribunale del riesame di Napoli e che ha confermato gli arresti per Romeo, scrivendo quello che risulta nell'indagine: che Romeo aveva rapporti, ancora tutti da chiarire, con Rutelli.
Tutti i giornali avevano raccontato di questi rapporti fra Romeo, la Margherita, Lusetti e anche un incontro con Rutelli. Non dimentichiamo che Romeo, pur essendo già stato arrestato e condannato in primo e secondo grado per corruzione negli anni Novanta, finanziava la Margherita ed Europa, il giornale della Margherita. Rutelli aveva accettato, o forse non l'avevo informato, il che sarebbe molto grave, che il suo partito prendesse soldi da uno che era noto come un corruttore di politici, già nella Prima Repubblica.
Perché vi ho ricordato questo? Perché a un certo punto, dopo che Rutelli – in palese conflitto di interessi – e gli altri del Copasir hanno torchiato De Magistris e Genchi a proposito della bufala dell'archivio Genchi, i giornali hanno scritto che erano emersi fatti gravissimi: si è scoperto che Genchi e De Magistris avevano acquisito tabulati telefonici di persone non indagate.
Apriti cielo! Oddio, tabulati di non indagati! Questi ignorantoni non sanno nemmeno che la legge non solo consente di prendere tabulati di persone non indagate, ma consente addirittura di intercettare persone non indagate.
Prendete il caso del sequestro di persona: chi è la prima persona che si intercetta appena viene rapito un ostaggio? La sua famiglia, il suo numero di casa, dei suoi parenti, familiari e amici.
Sospettati di averlo rapito? No, persone alle quali i sequestratori potrebbero telefonare per chiedere il riscatto: se non intercetti il telefono come fai a beccare la telefonata dei sequestratori e a cercare di risalire?
Ci sono altri casi: quando ammazzano qualcuno e non si sa chi potrebbe essere stato, si mette a tappeto sotto intercettazione i telefoni di tutti i familiari, amici, tutti i possibili nemici – vicini di casa, ricordate il caso di Simonetta Cesaroni, il delitto di via Poma, il delitto dell'Olgiata.
Mettono sotto controllo i telefoni di tutti i conoscenti nella speranza di captare qualcosa che aiuti a trovare l'assassino. Figuratevi con questa nuova norma! Prima trovi l'assassino e poi gli metti il telefono sotto controllo: fantastico!
Tenete presente che, sempre in questi emendamenti del governo, c'è pure specificato: “L'intercettazione si può disporre solo quando assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione dell'indagine”, questo già dice la legge oggi, come vi ho detto prima”. Incastrate questa cosa con quell'altra disposizione - “solo quando sussistono gravi indizi di colpevolezza” sulla persona da intercettare – e voi vedete che uno dice: io la intercetto solo quando ho scoperto che è colpevole, ma a qual punto non è affatto indispensabile per il prosieguo delle indagini, l'intercettazione: sei hai già scoperto che è colpevole come fa ad essere indispensabile intercettarlo.
Praticamente, se devi trovare il colpevole prima di intercettarlo quando chiedi di intercettarlo il GIP ti dirà che non è indispensabile per il proseguimento delle indagini. Non si intercetta mai!
Prima perché non hai ancora scoperto il colpevole, dopo perché l'hai scoperto!
Il governo dell'insicurezza

Contenti loro... se fosse una questione tra i politici e i magistrati noi potremmo anche fregarcene. Il problema è che se non si può più intercettare nessuno se non si è scoperto che è già colpevole, noi cittadini saremo molto più esposti ai crimini.
Anzi, quando i criminali sapranno che la nuova legge è questa, commetteranno molti più delitti perché non avranno più alcuna paura, nemmeno quel pochino di paura che hanno oggi, di essere presi.
Questo è quello che succederà, pensate al caso degli stupri nel Lazio negli ultimi giorni: hanno scoperto molti di questi stupratori intercettandogli il telefono e incrociando i tabulati, esattamente quello che fa Genchi.
Pensate se il giudice, per intercettare questo branco di presunti stupratori, avesse dovuto aspettare che il Pm gli desse la prova o il grave indizio che quelli erano colpevoli: non sarebbero ancora sotto intercettazioni adesso e non lo sarebbero mai, quindi avremmo più stupratori in giro, magari avrebbero già colpito altre ragazze.
E questo è il governo della sicurezza.
Mi rendo conto che sembra incredibile quello che stanno preparando, però purtroppo è quello che sta per accadere sulla testa.
Passate parola."

domenica 1 febbraio 2009

Intercettazione: i silenzi non saranno compresi

Lettera dell'On. Massimo Donati a Antonio DI PIETRO



"Caro Antonio,

con il disegno di legge sulle intercettazioni, il Governo ha avverato la profezia di Julius Von Kirchmann: “Un tratto di penna del legislatore e intere biblioteche diventano carta straccia”. Solo che, in questo caso, a diventare carta straccia sarà la legalità e lo stato di diritto n questo Paese.
Con il disegno di legge sulle intercettazioni, il Governo di fatto ha “falcidiato” uno strumento fondamentale nelle mani dei magistrati per tutelare i cittadini di fronte ad ogni forma di criminalità e corruzione. Per andare oltre ad un’immagine a te cara, questa volta non basta dire che è come togliere il bisturi dalle mani di un chirurgo ma che al chirurgo gli vogliono proprio amputare le mani.

Sono tre i passaggi “perversi” di questo disegno di legge che metteranno a serio repentaglio la sicurezza di milioni di cittadini e che consentiranno alla criminalità organizzata di prosperare indisturbata.
Primo. Da oggi per i reati puniti con meno di 10 anni le intercettazioni sono state di fatto abrogate perché per poterle disporre occorre di fatto che si sia< già provata la colpevolezza dell’indagato. Piuttosto che intercettarlo, dunque, lo si andrebbe proprio ad arrestare.
Secondo. Fissare a 60 giorni il termine massimo per le intercettazioni, significa che, se al 59 giorno, se si scoprono ulteriori complici, tutto viene vanificato. Insomma, chi delinque continuerà indisturbato a farlo.
Terzo. Se, nei casi di estorsione, il Governo pretende che sia la persona offesa a chiedere le intercettazioni, in realtà come il Sud del nostro Paese, la battaglia contro il pizzo sarà vanificata per sempre.
Per tutte queste ragioni, ritengo che la riforma delle intercettazioni sia un atto di eversione costituzionale, un attentato alla sicurezza dello Stato, un resa definitiva del Paese alla mafia, alla camorra, alla ‘ndrangheta.

Di fronte a questo scempio, che >segna la vittoria di Berlusconi e dei falchi oltranzisti, non ci sono giustificazione degli alleati che tengano. E’ la sconfitta, senza mezzi termini, di Fini, di An, della Lega e di tutti quelli che, a parole, si professano e si dichiarano difensori della legalità. E’ il più grande regalo della storia del nostro Stato ad ogni forma di criminalità.
Ebbene, di fronte a tutto questo, ci aspettiamo, anzi, diamo per scontato, che le più alte cariche dello Stato, si opporranno a questa tragica scelta. Perché questa legge è ancora più grave del lodo Alfano, perché se il lodo Alfano è una norma eticamente vergognosa poiché garantisce l’impunità ad un uomo, questa sulle intercettazioni è socialmente devastante perché compromette la sicurezza e la libertà di milioni cittadini. Ed è proprio per questa ragione che siamo convinti che tutte le più alte cariche dello Stato comprenderanno che qui sono in gioco valori fondamentali di fronte ai quali, questa volta, silenzi o i mancati contrasti non saranno compresi in quanto rappresenterebbero un danno per il Paese.

Per il supremo rilievo dei valori in campo, il dibattito intorno a questa legge rappresenterà un punto di svolta nella vita democratica e nel confronto politico e istituzionale del Paese. Per questa ragione, le uniche posizioni possibili potranno essere quelle di chi sostiene la legalità o di chi la legalità la infrange, di chi questa legge la contrasta e la combatte, nelle forme e nei modi che appartengono al proprio ruolo, e di chi questa legge la consente o la avvalla. Nel mezzo, questa volta, nessuno si potrà collocare. Perché questa volta un mezzo non c’è.

Massimo Donadi"